Il foraggio che fa la differenza
Il foraggio è la pietra angolare dell'alimentazione del cavallo. Non è una questione di principio o di tradizione. È pura fisiologia.
Il cavallo si è evoluto per trascorrere gran parte della giornata - in natura fino a 18 ore al giorno - a brucare piccole quantità di erba in modo continuo. Il suo intestino - in particolare il cieco e il colon - è una macchina specializzata nella fermentazione batterica della fibra vegetale. Da quel processo nascono gli acidi grassi volatili che rappresentano la principale fonte di energia.
Quando questo meccanismo funziona bene garantisce energia costante, intestino in movimento, microflora stabile. Quando si inceppa - foraggio scarso, pasto unico abbondante, concentrati in eccesso - cominciano i problemi.
L'analisi del foraggio
I due parametri più importanti sono Ndf (fibra neutro detergente) e Adf (fibra acido detergente)- ovvero le frazioni di fibra secondo i parametri essenziali del metodo Van Soest per valutare la qualità nutrizionale. La prima misura la frazione strutturale totale (emicellulosa, cellulosa, lignina) mentre la seconda quella meno digeribile (cellulosa, lignina). Valori alti indicano un foraggio raccolto tardi, già lignificato, che il cavallo fatica a digerire e dal quale ricava poco. Valori più contenuti segnalano un taglio precoce, quando la pianta è ancora ricca e il valore nutritivo è al suo massimo.
Non solo fibra
Poi c'è la proteina grezza. Le leguminose ,come l'erba medica, ne contengono di più rispetto alle graminacee, e vanno somministrate con criterio, evitando gli eccessi.
Un altro parametro è il contenuto in zuccheri e carboidrati non strutturali (Nsc). Il basso contenuto di carboidrati idrolizzabili nel foraggio è ciò che lo rende ideale per i cavalli con problemi digestivi o metabolici. In caso di dubbi, una soluzione pratica e scientificamente supportata è l'ammollo del fieno (30-60 minuti), che riduce la quota di zuccheri solubili in modo semplice.
Attenzione allo stoccaggio
Sul versante gestionale, il momento del taglio e la qualità dell'essiccazione incidono enormemente. La qualità igienica, la composizione nutritiva e la digeribilità del foraggio conservato dipendono in modo determinante dalle tecniche di produzione e conservazione.





